Fideiussioni ABI, mercato NPL e tutela dei fideiussori
Confermata in appello la decadenza del creditore ex art. 1957 c.c.
La Corte d’Appello di Roma – Sezione Specializzata in materia di Impresa – ha recentemente confermato la decisione di primo grado che aveva accolto l’opposizione proposta da alcuni fideiussori nei confronti di una società operante nel mercato dei crediti deteriorati (NPL).
La vicenda nasceva dall’esecuzione di una fideiussione prestata a garanzia di un rapporto bancario che, a seguito dell’insolvenza del debitore principale, era stato ceduto dall’istituto originario ad un veicolo NPL. La società cessionaria aveva poi ottenuto decreto ingiuntivo nei confronti dei garanti, chiedendo il pagamento del debito residuo.
Gli assistiti dello Studio D’Ambrogio, rappresentati dall’Avv. Angelo David D’Ambrogio, avevano eccepito – tra gli altri profili – la decadenza del creditore ai sensi dell’art. 1957 c.c., rilevando come l’istituto bancario avesse omesso di promuovere in modo tempestivo le azioni giudiziali idonee a far valere la garanzia fideiussoria.
Un ulteriore profilo riguardava la nullità parziale della fideiussione per conformità allo schema ABI, già scrutinato dall’Autorità di vigilanza e oggetto di intervento delle Sezioni Unite della Cassazione in relazione alle clausole anticoncorrenziali.
La decisione della Corte d’Appello
L’appello proposto dalla società NPL veniva integralmente rigettato.
La Corte ha ribadito la piena operatività dei seguenti principi:
- La cessione del credito ha natura derivativa:
il cessionario subentra nella posizione giuridica del cedente e non può eludere le eccezioni opponibili all’originario creditore. - La decadenza ex art. 1957 c.c. estingue la garanzia fideiussoria:
l’inerzia dell’istituto bancario è evento definitivo e non sanabile mediante successiva cessione del credito. - La nullità parziale delle fideiussioni ABI è opponibile anche post-cessione:
la circolazione del credito non neutralizza i vizi genetici del rapporto.
La sentenza contribuisce a delineare un quadro interpretativo chiaro: il mercato dei crediti deteriorati non costituisce uno “spazio neutro” sottratto alla disciplina civilistica, ma resta assoggettato ai principi generali del diritto delle obbligazioni.
Implicazioni per il mercato NPL
La decisione presenta risvolti che trascendono il singolo caso giudiziario.
Sul piano finanziario, viene riconosciuto che la qualità giuridica del credito incide sul suo valore economico, condizionando:
- il pricing dei portafogli NPL,
- le due diligence legali,
- le strategie di recupero del credito,
- l’allocazione del rischio da parte di banche, fondi, servicer e advisor.
Sul piano giuridico, viene riaffermata l’importanza delle decadenze e nullità quali strumenti di riequilibrio nei rapporti tra istituti finanziari e soggetti garanti, spesso coinvolti nel recupero a distanza di molti anni dall’operazione originaria.
La sentenza conferma dunque che non è possibile “rigenerare” un credito deteriorato mediante trasferimento: il cessionario non può acquisire un credito più solido di quello detenuto dal cedente.
Il principio valorizzabile
In sintesi, la Corte esprime un principio di rilievo sistemico nel banking litigation:
la cessione del credito non elide le decadenze maturate né sana le nullità del rapporto originario; il cessionario subentra nella posizione del cedente e soggiace alle medesime eccezioni opponibili all’originario creditore, incluse quelle relative alla decadenza ex art. 1957 c.c. e alla nullità parziale delle fideiussioni conformi allo schema ABI.
Il riconoscimento della funzione giuridica delle garanzie e delle decadenze contribuisce a definire un equilibrio tra esigenze di efficienza del mercato NPL e tutela dei fideiussori.
Il contributo dello Studio
L’operazione contenziosa, condotta e conclusa con successo dall’Avv. Angelo David D’Ambrogio, conferma l’importanza di un approccio tecnico e strutturato nella gestione del contenzioso bancario e delle controversie in materia di NPL.
Un’adeguata impostazione difensiva consente di valorizzare eccezioni che, se trascurate, possono tradursi in pretese economiche significative da parte di banche e veicoli specializzati nel recupero del credito.
Conclusioni
In un mercato in rapida evoluzione, nel quale la cessione dei crediti deteriorati costituisce uno strumento strategico per la gestione del rischio bancario, appare centrale preservare la certezza del diritto e la tutela dei garanti, evitando che la circolazione del credito diventi un meccanismo idoneo a elidere decadenze e nullità previste dalla legge.
La sentenza contribuisce a rafforzare tale equilibrio e rappresenta un precedente rilevante nel settore del contentious banking e del market NPL.

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